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Afrodisia
Festival di musica africana
12 / 13 agosto

 

Multiculturalismo, integrazione, scambio, nuova cittadinanza… In una realtà sociale che, dinanzi al vento della crisi e dell'insicurezza, tende sempre più a cercare risposte di tipo identitario, la musica e la danza rappresentano ancora la miglior scorciatoia al dialogo, un antidoto possibile alla claustrofobia della paura.

E' da questa riflessione che nasce l'idea di portare a Capalbio, da sempre polo culturale attento alle dinamiche sociali e politiche, un festival di musica africana, un omaggio al continente madre e alla sua crescente centralità nell'attualità internazionale. Un'occasione di incontro che, attraverso il linguaggio ancestrale e senza confini della musica nera, si propone di portare nel cuore della Maremma l'altro volto della migrazione africana in Italia: un universo di creatività, arti e tradizioni millenarie, ben lontano dagli stereotipi di illegalità e disagio sociale con cui sempre più spesso viene identificata.
Il progetto si propone di organizzare un evento musicale da articolare in due serate che ospiteranno, ognuna, l'esibizione live di due band prevalentemente composte da musicisti africani, provenienti da diverse aree del continente, ma residenti in Italia. Un viaggio tra le sonorità maghrebine, somale, maliane e senegalesi, raccontato da ensemble di musicisti professionisti con alle spalle una lunga esperienza concertistica in Italia e all'estero. Musiche tradizionali che rifuggono il folklore come conservazione e perpetrano invece strade aperte e dinamiche, in una perpetua ridefinizione dei loro stessi confini.


CAPALBIO


Un festival di musica africana a Capalbio. Perché? Il comune toscano da sempre si caratterizza per l'alta qualità degli interventi artistici, politici ed editoriali delle sue notti estive: due prestigiosi festival cinematografici, performance teatrali, presentazioni di libri, dibattiti sull'attualità assieme ai protagonisti stessi della politica. La musica, tuttavia, potrebbe trovare nuovi spazi di espressione. Musica intesa come qualcosa di più di semplice intrattenimento, ma bensì come momento di incontro capace di raccontare storie, svelare mondi, aprire il cuore. Luogo ideale per valorizzare appieno questa occasione sarà l'evocativa Piazza Dei Pini.


WORKTEAM


L'ideazione, la produzione e la comunicazione del festival sarà gestita da un team di professionisti provenienti da due affermate realtà culturali come Afrodisia e CapalbioArt che lavoreranno in sinergia e in un ottica di condivisione del messaggio di base di entrambe le manifestazioni (Rassegna Cinematografica e Festival Musicale): l'urgenza dell'integrazione.

AFRODISIA è un team di addetti ai lavori che, in ambiti differenti, lavorano da lungo tempo attorno alla cultura africana, in ogni sua declinazione. Giornalisti, DJs, promoter, radiofonici e pubblicitari che hanno deciso di consociarsi allo scopo di organizzare eventi musicali, letterari, fotografici e di danza dedicati a madre Africa in un ottica di multiculturalità e contaminazione artistica. Principale appuntamento è la serata mensile presso il Rialto di Roma, nel cuore del ghetto ebraico: incontri di musica live e club-sound accompagnati da esposizioni e performance di arti visive, in costante equilibrio tra radici e futuro, tradizioni millenarie e moderne declinazioni metropolitane. In soli due anni di attività, Afrodisia ha portato nella Capitale i live di grandi rappresentanti della musica africana internazionale come Victor Dèmè, affermato cantautore del Burkina Faso, Saba Anglana, cantante italo-etiope, Oghene Kolobgo, storico chitarrista del mitico Fela Kuti, Badara Seck, compositore senegalese collaboratore di Massimo Ranieri, fino al famoso progetto dell'Orchestra di Piazza Vittorio, registrando un totale di oltre 20,000 partecipanti. Grazie all'alta qualità riconosciuta agli eventi di Afrodisia, numerose realtà editoriali ed istituzionali hanno già offerto visibilità e collaborazione al progetto. Tra questi, segnaliamo importanti realtà editoriali come Alias del Manifesto, Internazionale, Mondomix Italia, media TV come Nat Geo Music, radio (Lifegate), agenzie di comunicazione (Xister), Organizzazioni umanitarie No Profit (Amref), caffè letterari (Libreria Griot di Roma) e Associazioni culturali (Movimento degli africani). Da Londra a Kinshasa, da Parigi a Bamako, da Dakar a Roma, i suoni e le immagini di Afrodisia raccontano la realtà dell'immigrazione e delle arti africane in Europa, lontani da stereotipi e facili esotismi occidentali.


LINE UP ARTISTICA


Saba Anglana è Il più significativo esempio in musica del gran fermento culturale delle "seconde generazioni" in Italia. Nata a Mogadiscio da padre italiano e madre etiope, ben presto si è dovuta trasferire con la famiglia in Italia a causa dei problemi politici del Corno d'Africa. Dopo aver a lungo cantato in progetti in lingua inglese, è stato l'incontro con la musica africana a ricucire il filo spezzato con le sue origini, a dar voce e corpo a quella che si manifestava come una nebulosa nostalgia per la terra dei natali. Fino alla pubblicazione del suo atteso disco di debutto, "Jidka (The Line)", distribuito in tutto il mondo dal prestigioso marchio World Music Network. Già nota al pubblico televisivo italiano per aver interpretato il ruolo della poliziotta nella fiction RAI "La squadra", Saba ospita nel disco anche musicisti emigranti provenienti da altre regioni africane come il Senegal, il Camerun, il Gabon, compreso il camerunese Tatè Nsongan, dei Mau Mau.


Ziad Trabelsi nasce a Tunisi nel 1974, in una famiglia di artisti. Il padre è compositore e direttore dell'Orchestra Nazionale Tunisina. Fin dall'età di 4 anni studia musica e canto orientale. Oltre al liuto della tradizione araba Oud, suona anche il pianoforte, il violino, le percussioni e la chitarra. Si diploma al Conservatorio di Tunisi nel 1994 ed è il destino a portarlo in Italia. Suonando sulle navi finisce prima a Napoli, poi ad Ancona e infine a Roma. Entra a far parte dell'orchestra di Piazza Vittorio grazie al cugino Houcine. "L'Orchestra è un passaggio importante nella mia vita. Pian piano sto scoprendo me stesso come autore, soprattutto nel comporre. Questa nuova esperienza mi ha fatto scoprire il dialogo fra l'armonia e la melodia ma, soprattutto, ha creato un ponte con la realtà di tutti i giorni, incluso il permesso di soggiorno." Accanto all'attività con l'Orchestra, Ziad sta lavorando al suo nuovo gruppo, Carthage Mosaik, sempre con alcuni membri del gruppo madre (Eszter Nagypal ,Pino Pecorelli, Peppe D'Argenzio)..

 

DUBA & ARRAW BAND Duba (Senegal - voce),
Herve Ngue (Cameroon - tastiere),
Robby Dread (Italia - basso),
Andrea Belli (Italia - sax),
Lorane (Costa d’Avorio - chitarra),
Kassy (Costa d’Avorio - batteria),
Mamadou Ba (Senegal - percussioni),
Raissa ‘bijou’ (Congo - voce)

   

 

DJELI-KAN Yacouba Dembelé (flauti, percussioni),
Kalifa Diarra (balaphon, goni, voce),
Sekou Dembelé (percussioni),
Kadi Diarra (voce, danza),
Foune Dembelé (voce, danza),
Souleymane Dembelé (cora, percussioni, balla phon),
Sita Dembelé (voce, danza)

 

 

A Piazza dei Pini, Capalbio, ore 21,30.

Ingresso 10 euro, 2 serate 15 euro

 

 

 

 

Last updated: Martedì 30 giugno 2009